1° linguaggio dell’amore: parole

1° LINGUAGGIO DELL’AMORE: PAROLE
Le parole rappresentano un fondamentale veicolo di informazioni.
Se è vero che “le parole sono ormoni” allora quando hanno un suono e un significato emotivo positivo per noi, possono tradursi in benessere e persino in amore.


#1 complimenti
Spesso ci sono qualità, risorse, caratteristiche dell’altro positive e piacevoli, che tuttavia, se ci rifletti, dai per scontato o a cui non presti particolare attenzione.
Eppure un complimento autentico e sincero può far sentire visto e amato, chi lo riceve.
SI    autenticità
SI    agire in nome dell’affetto reciproco
NO adulazione
NO strumentalizzazione del complimento per ricevere qualcosa in cambio

#2 incoraggiamento
Infondere coraggio è trasmettere a qualcuno la fiducia che nutri relativamente a un talento, a una capacità, a una risorsa, a una qualità, a un potenziale inespresso… che ritieni che egli possegga e grazie alla quale immagini possa affrontare, raggiungere, intraprendere, fronteggiare o superare un qualche obiettivo.
La disposizione all’incoraggiamento richiede
– empatia
– un atteggiamento realistico
– rispetto dei tempi altrui
– conoscere cosa è importante per la persona
– che si faccia attenzione a non indurlo/a a realizzare obiettivi che non sono suoi, ma tuoi.
Questo può aiutare la persona che amate a compiere un passo significativo verso se stessa.

#3 parole gentili
La gentilezza non è solo nelle parole, è anche nell’intonazione che usiamo e nell’intenzione.
Ammettere un errore o perdonarlo, andare oltre il torto e la ragione.
L’amore non rinvanga il passato, non conosce rancore, risentimento o vendetta.
L’amore si nutre di perdono, di scuse e ringraziamenti.
E il perdono più di un sentimento è un impegno.

#4 parole umili

Un modo rispettoso di chiedere e di esprimere i propri bisogni, tenendo conto dell’interlocutore e dei suoi sentimenti è alla base di una comunicazione assertiva.
Anche per rispondere a una richiesta è auspicabile che si segua questa stessa disposizione assertiva.
Questo ci suggerisce che -anche quando seguiamo le regole comunicative nel modo più efficace possibile- alla libertà del chiedere, corrisponde la libertà di scegliere se replicare affermativamente o negativamente: l’amore è sempre una scelta.
Accondiscendere, invece, non è un atto d’amore, è un atto dettato dal timore, dal senso di colpa, dalla frustrazione…

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articoli a cura di
Francesca Di Donato
– Psicologa L’Aquila e on line – percorsi individuali, di coppia e di gruppo http://www.scuoladipsicologia.info/dott-ssa-francesca-di-donato/

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Gary Chapman “I 5 linguaggi dell’amore”

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