Autostima

 

Noto spesso quanto questa parola venga utilizzata in modo poco consono a ciò che, di fatto, rappresenta. 
Pensate a quante volte avete ascoltato qualcuno o addirittura a quando voi stessi avete affermato
“Tizio non ha autostima” 
“Caio ha troppa autostima”
“Sempronio ha autostima!” 

La parola “autostima” non sta a indicare di per sé una qualità positiva, così come fare affermazioni del tipo “ha -poca o troppa- autostima” non significa alcunché. 

Scomponiamo la parola: AUTO-STIMA, fare una stima di se stessi —> indica un PROCESSO di valutazione. 

Una stima che quanto più è realistica, tanto più muove su un piano di efficacia personale. 

Non conta che sia alta o bassa, troppa o poca. 
Conta che sia REALISTICA,
senza SOTTO-VALUTARSI o SOPRA-VALUTARSI.

L’AUTOSTIMA non è qualcosa che si “HA”, ma qualcosa che si “FA”. 

 

Se ora potessi immaginare una linea retta che va *dal sotto-valutarsi al sopra-valutarsi*, lungo questo continuum, dove ti collocheresti? 
E dove, invece, vorresti trovarti? 
Se pensi possa aiutarti e ti va di farlo, disegnalo a mo’ di grafico.
Indicando con A dove ti collochi ora e con B dove vorresti essere collocato.   
A ____________________________________________B

E una volta indicati i due punti, se lo trovi opportuno, rispondi a queste domande: 
– Da cosa ti accorgeresti di essere passato da A a B
– Quali cose, pensieri, azioni, emozioni, atteggiamenti, disposizioni interiori e sensazioni dovresti sperimentare per sentirti sul punto B?

Buona stima di te.
Francesca

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