Dal diario alla lettera

La lettera è il mezzo privilegiato che consente di raccontarsi all’interno di uno spazio più ampio, perché presuppone un interlocutore, qualcuno a cui rivolgersi e che, presumibilmente, seppur non necessariamente, sarà il destinatario fisico di quei contenuti.

La tecnologia, con l’ausilio di messaggi, chat, social e videochiamate ha ridimensionato di molto le distanze e, infatti, con un semplice gesto digitale, possiamo raggiungere milioni di persone, anche in contemporanea.

Eppure, abituati a godere dell’immediatezza che tutto questo offre, si è persa la qualità del gesto fisico che, oltre a nutrirsi del fascino di un foglio di carta da imbustare, ha i tempi espressivi più vicini a quelli della psiche.

Scegliere di allacciare un rapporto epistolare con qualcuno, può essere un’idea da prendere in considerazione, perché racchiude in sé i vantaggi della scrittura, uniti alla presenza di qualcuno che si fa depositario e testimone della nostra narrazione.

Scegli accuratamente la carta, la busta, la penna con cui scriverla e come personalizzarla… fa che ogni cosa parli di te.

Innanzitutto, quando può essere utile sostituirla alla pagina di diario?

♠ quando il contenuto non riguarda solo te e il tuo stato d’animo ha molto a che fare con l’altro
♠ quando hai bisogno di rivelare qualcosa di intimo e/o delicato e ti risulta troppo complicato farlo a parole
♠ quando hai bisogno di riorganizzare le idee, mettendole nero su bianco, prima di esporle a chi di dovere
♠ quando hai voglia di un chiarimento
♠ quando la comunicazione sul piano verbale rischia di generare incomprensioni e conflitto
♠ quando vuoi dire addio a qualcuno, anche persone o animali che sono venuti a mancare
♠ …
♠ ogni volta che ti va di farlo

Dopo averla scritta può accadere di non sentire più il bisogno di doverla consegnare: vuol dire che ha assolto alla sua funzione catartica.
Questo non ti impedisce, tuttavia, di consegnarla al legittimo destinatario.

. Se l’emozione prevalente emersa è la rabbia, se lo desideri, puoi strapparla in mille pezzi o bruciarla (in tal caso assicurati di farlo in condizioni più che sicure)
. Se è una lettera di addio e non è possibile o non è preferibile -per qualche motivo- consegnarla al legittimo destinatario, dopo averla sigillata ti suggerisco di prenderne distanza fisica:
– puoi, per esempio, consegnarla a qualcuno di fidato, chiedendo di non leggerla
oppure usando un po’ di creatività, puoi
– sotterrarla da qualche parte distante dai tuoi luoghi abituali
– legarla a un palloncino a elio e lasciare che sia il vento a scegliere dove condurla
– prendere un’indirizzo a caso, di uno sconosciuto, e spedirla
– …

Resta sintonizzato sulla pagina Saggezze sparse che in questi giorni ti insegnerò l’uso di una lettera che prende forma in 5 passaggi che consentono di coinvolgere le nostre disposizione interne, facendole dialogare tra loro, in modo da favorirne l’integrazione.

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Se ti interessa conoscere le mie indicazioni sull’uso del diario clicca qui http://www.scuoladipsicologia.info/diario-terapeutico/

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