FENOMENOLOGIA

E. HUSSERL (1859 – 1938)

La fenomenologia esprime le possibilità conoscitive e autoconoscitive di un corpo che si confronta con il mondo. Non vi è più relazione anima e corpo, ma è il mondo che configura la psiche.
Quindi, anche il problema psichico diventa il risultato del proprio modo di essere nel mondo, per cui il disagio psichico va inteso come fenomeno e va considerato così per come appare.
La fenomenologia non ha una teoria alle spalle, guarda le cose così come sono: si contrappone, in tal senso, all’approccio psichiatrico, che considera il disagio psichico alla luce della teoria che lo anticipa e che è da verificare trasformando la persona in un “caso” che conferma o meno la teoria di partenza.
La concezione dualistica della conoscenza, che separa il soggetto conoscente dall’oggetto conosciuto, ha portato la scienza a credere di poter sostituire l’esperienza con la quantificazione, matematizzazione, misurazione della realtà.
È importante, invece, recuperare le caratteristiche essenziali delle esperienze e l‘essenza di ciò che sperimentiamo, guardare alle cose stesse e sospendere il giudizio –epochè-, mentre ciò avviene.
L’esperienza epoché avviene in tre fasi:
.riduzione fenomenologica: quella del fenomeno, così come si manifesta alla coscienza, è l’unica realtà conoscibile;
.riduzione eidetica: le essenze dei fenomeni si manifestano nel momento stesso in cui l’oggetto arriva alla coscienza;
.riduzione trascendentale:
la coscienza stessa darà forma a un residuo fenomenologico in quanto, essendo essa stessa ad attuare la sospensione del giudizio, non può applicarlo su di sé.
La coscienza è intenzionalità, quindi non può esistere indipendentemente da noi o dal mondo, quindi ogni atto psichico non può esistere senza un oggetto al quale riferirsi e

La Fenomenologia comprende l’approccio esistenziale e quello umanistico.

 

 

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