I professori e i ricercatori di psicologia clinica conoscono la distinzione tra psicologo e psicoterapeuta? Sembrerebbe di no.

Segue un testo tratto dal sito web http://www.collegiodipsicologiaclinica.it

del Collegio dei Professori e dei Ricercatori di Psicologia Clinica.

Si osservi che in nessuna parte del testo, ancora una volta, viene sottolineata la differenza tra attività clinica dello psicologo e quella dello psicoterapeuta.

Entrambi operano nell’ambito della psicologia clinica al fine diagnosticare, valutare, comprendere, trattare, curare il funzionamento psichico, psico-corporeo e socio-relazionale.

Sulla psicoterapia si scrive soltanto: “La psicoterapia nelle sue differenti strategie e metodiche costituisce l’ambito applicativo che più caratterizza la psicologia clinica, come punto di massima convergenza tra domanda, conoscenze psicologiche disponibili, fenomeni indagati e metodi utilizzabili.”

Non si aggiunge nessun elemento chiarificatore che ci consentirebbe di differenziare la psicoterapia dalle attività di diagnosi, prevenzione, sostegno e abilitazione-riabilitazione, tipiche dello psicologo in base alla legge 56/89.


TESTO

Sabato 5 aprile 2003 fu costituito il Collegio dei Professori e Ricercatori di ruolo di Psicologia Clinica delle Università Italiane con lo scopo di tutelare la specificità della Psicologia Clinica e le sue aree di pertinenza.


La Psicologia Clinica è caratterizzata da una pluralità di modelli, di metodi e di tecniche, ciascuno con una sua propria ragione storica, cui sottende come comune denominatore, indispensabile e centrale, un’attività clinica, sia essa rivolta al singolo, ai gruppi, ai collettivi. L’attività clinica è a sua volta la matrice dell’indagine scientifica della Psicologia Clinica e della configurazione dei suoi oggetti di studio.


Ambiti di competenza disciplinare

1. Definizione
La psicologia clinica è un settore della psicologia i cui obbiettivi sono la spiegazione, la comprensione, l’interpretazione e la riorganizzazione dei processi mentali disfunzionali o patologici, individuali e interpersonali, unitamente ai loro correlati comportamentali e psicobiologici. La psicologia clinica è identificabile con le metodiche psicologiche volte alla consulenza, diagnosi, terapia o comunque di intervento sulla struttura e organizzazione psicologica individuale e di gruppo, nei suoi aspetti problematici, di sofferenza e di disadattamento e nei suoi riflessi interpersonali, sociali e psicosomatici. La psicologia clinica è altresì finalizzata agli interventi atti a promuovere le condizioni di benessere socio-psico-biologico e i relativi comportamenti, anche preventivi, nelle diverse situazioni cliniche e ambientali. La psicoterapia nelle sue differenti strategie e metodiche costituisce l’ambito applicativo che più caratterizza la psicologia clinica, come punto di massima convergenza tra domanda, conoscenze psicologiche disponibili, fenomeni indagati e metodi utilizzabili.


2. Ambiti di pertinenza
Appartengono a questo settore gli ambiti di ricerca e d’insegnamento identificati a livello nazionale e internazionale e condivisi dal Collegio dei docenti di psicologia clinica delle Università italiane. Le aree di ricerca e di intervento clinico del settore sono altresì identificabili con le seguenti competenze, di seguito denominate come: 1. Psicologia clinica, 2. Metodi e tecniche per la ricerca in psicologia clinica, 3. Psicopatologia, 4. Neuropsicologia clinica, 5. Psicofisiologia clinica, 6. Psicosomatica, 7. Psicologia delle dipendenze, 8. Psicologia clinica forense, 9. Psicosessuologia, 10. Psicologia della salute, 11.Psicologia ospedaliera, 12. Psicologia della riabilitazione, 13. Psicoterapia.


3. Obiettivi
La psicologia clinica è uno specifico ambito di competenze finalizzato alla ricerca e all’intervento per la valutazione e la prevenzione, il trattamento e la cura di stati mentali e di sistemi disfunzionali o patologici, nonché al miglioramento ottimale delle condizioni comportamentali e biologiche dipendenti da variabili psicologiche soggettive, situazionali e sistemiche. La psicologia clinica configura i suoi ‘oggetti’ di studio e di intervento nei processi che possono limitare o disturbare anche gravemente le capacità di adattamento intrapsichico, interpersonale o di gruppo, generando situazioni di disagio, di sofferenza e di devianza. Lo studio e l’intervento sul ‘caso’, ovvero la persona e i suoi contesti interattivi, costituiscono l’ambito elettivo della psicologia clinica.


6. Metodi
Le metodiche della psicologia clinica sono codificate da protocolli operativi, riconosciuti e legittimati dalle diverse tradizioni di studio, di ricerca e di applicazione clinica. I differenti procedimenti diagnostici, valutativi, e di terapia, pur utilizzando anche metodiche psicobiologiche o socio-psicologiche, si qualificano come ‘psicologici’ in virtù dei mezzi impiegati e degli effetti perseguiti. Tra le metodiche presenti nella Psicologia Clinica assume particolare rilevanza, come strumento d’intervento, il sistema soggettivo dello psicologo clinico. Sistema emotivo, cognitivo e relazionale costruito attraverso la formazione specifica e l’attività clinica.


7. Autonomia e settori disciplinari limitrofi
La psicologia clinica è caratterizzata da contiguità e rapporti interdisciplinari con altri settori scientifici e professionali. Tali contiguità riguardano a vario titolo alcuni settori della medicina, tra cui la neurologia e la psichiatria, delle scienze sociali, tra cui la sociologia e l’antropologia culturale e altre discipline storiche, filosofiche e pedagogiche attinenti al comportamento umano. Nonostante queste contiguità, la psicologia clinica mantiene una sua autonoma caratterizzazione di ricerca, di metodo e di assunti metateorici, per cui le sue competenze e pratiche operative non sono di pertinenza dei settori limitrofi, né di altre discipline psicologiche non finalizzate alla pratica clinica diretta.



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