Abilitazione-riabilitazione in ambito psicologico non è solo abilitazione-riabilitazione neuropsicologica

La legge 56/89 – Istituzione della professione di Psicologo riconosce allo psicologo alcune attività di cura estremamente importanti ai fini del mantenimento, della promozione e del recupero della salute e del benessere che prendono il nome di attività di abilitazione-riabilitazione


Ma cosa sono

le attività di abilitazione-riabilitazione in ambito psicologico?

Sintetizzando al massimo, possiamo definire “attività di abilitazione-riabilitazione” tutte quegli interventi terapeutici che mirano al ripristino e al mantenimento dello stato di salute attraverso lo sviluppo di funzioni/abilità nuove, mai sviluppate o poco sviluppate, o perdute, in parte o totalmente, a seguito di eventi biologici – legati ai processi di trasmissione ereditaria, maturazione  fisiologica inadeguata o invecchiamento – o fisico-psichici come possono esserlo i vari traumi fisici (es. incidenti, malattie, interventi chirurgici) e relazionali che nel corso della vita tutti gli esseri umani subiscono nei più svariati contesti (familiare, scolastico, professionale, sportivo, naturale): umiliazioni, offese, abusi, tradimenti, profonde delusioni, ecc.).

Tale definizione ci permette di comprendere quanto possono essere ampi e sconfinati i campi di intervento dello psicologo, al di là della forse più comune e più conosciuta riabilitazione neuropsicologica (riabilitazione rivolta a pazienti che hanno subito una lesione o compromissione del sistema nervososo durante le fasi di sviluppo o in età adulta.


Riporto di seguito una definizione di attività di abilitazione-riabilitazione formulata dal CNOP – Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi.

Essa ci permette di comprendere meglio la vastità dell’azione terapeutica dello psicologo in questo campo oggetto di descrizione.

ABILITAZIONE -­ RIABILITAZIONE

Conseguenza dell’azione diagnostica, è la definizione del piano di trattamento, inteso come percorso di abilitazione e di riabilitazione, e che comprende tutte le attività volte a promuovere benessere, sviluppo e mantenimento della salute individuale, di coppia, di gruppo, e nelle istituzioni.

Il benessere psicologico è inteso come uno stato di equilibrio fra la persona -­‐con i suoi bisogni e le sue risorse -­‐e le richieste dell’ambiente in cui vive.

Esso rappresenta una condizione dinamica, in continuo mutamento e riadattamento, il cui equilibrio non è dato a priori, ma costruito ogni volta, in relazione al contesto socioculturale in cui si è inseriti.

La riabilitazione psicologica, di tipo anche cognitivo-­‐funzionale, si avvale di tecniche mutuate da teorie e modelli psicologici e comprende tutte quelle attività finalizzate ad una reintegrazione e recupero di abilità o competenze che hanno subito una modificazione, un deterioramento o una perdita o la compensazione, nei casi in cui non sia possibile il recupero.

L’azione riabilitativa è volta a recuperare le capacità e/o le competenze della persona, del gruppo o dell’istituzione, attraverso tecniche che prevedono un percorso di valutazione psicologica e di assessmente consulenza.

Rientrano in questo ambito l’attuazione di interventi per la riabilitazione e rieducazione funzionale e integrazione sociale di soggetti con disabilità pratiche, disturbi cognitivi e dell’apprendimento compresi nella definizione di DSA, di deficit neuropsicologici a seguito di malattie degenerative, disturbi psichiatrici o con dipendenza da sostanze.


In conclusione: lo psicologo interviene per curare/abilitare-riabilitare persone che presentano problemi di salute derivanti da eventi patologici nel neurosviluppo ma anche persone che mancano di funzioni/abilità, mai sviluppate o perse, a causa di trauma fisici, emotivi, affettivi, relazionali avvenuti nelle più diverse fasi della crescita e della vita.

Enrico Rizzo – Psicologo (Palermo)

 



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