CURA e RIABILITAZIONE secondo il Servizio Sanitario Nazionale

In letteratura giuridica e sanitaria quando si parla di attività sanitarie si fa sempre riferimento a tre finalità terapeutiche: mantenimento, promozione e recupero della salute fisica e psichica.

E quando si fa riferimento a queste tre finalità si parla sempre di attività di diagnosi, prevenzione, cura e riabilitazione.

Questi termini in inglese vengono tradotti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con diagnosis, prevention, treatment (attenzione: non cure o care, ma treatment; in lingua inglese il termine treatment è utilizzato molto piu frequentemente di therapy o cure soprattutto quando di parla di cura in generale senza indicare il nome specifico della stessa)

Tutte queste attività oggi vengono riconosciute, sia in Italia che nel mondo, a tutti i professionisti sanitari, psicologi compresi.

Seguono alcuni articoli della legge n. 833 del 23 Dicembre 1978 (Istituzione del Servizio Sanitario) che evidenziano le finalità del Servizio Sanitario Nazionale e ovviamente di tutte le figure, mediche e paramediche, coinvolte.

Si noti che quando la Legge è stata pubblicata ancora non esistevano molte figure professionali della salute che oggi incontriamo nella rete dei servizi di cura e riabilitazione. Ad esempio la professione di psicologo è stata istituita parecchi anni dopo, nel 1989.

 

Art. 1   …Il servizio sanitario nazionale è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l’eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio”.

Art. 25 (prestazioni di cura):  Le prestazioni curative comprendono l’assistenza medico-generica, specialistica, infermieristica, ospedaliera e farmaceutica…”

Art. 26 (prestazioni di riabilitazione) : Le prestazioni sanitarie dirette al recupero funzionale e sociale dei soggetti affetti da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, dipendenti da qualunque causa, sono erogate dalle unità sanitarie locali attraverso i propri servizi.

N.B Nonostante il termine minorazione sia ormai in disuso in letteratura sanitaria e giuridica, va qui evidenziato il fine della riabilitazion: il recupero funzionale e sociale delle persone che presentano un qualche svantaggio fisico o psicologico.

Come si può notare in questa legge, storicamente medicocentrica, la riabilitazione viene considerata attività altra dalla cura (non è un caso che  in Italia siano stati istituiti anche i centri di “Cura e Riabilitazione“) ma, attenzione, CURA e RIABILITAZIONE vengono considerate attività diverse solo quando si vuole contrapporre l’intervento farmacologico-chirurgico (la cura, per eccellenza, secondo il modello medico) da altre terapie (considerate spesso meno urgenti o comunque complementari o di sostegno come quelle riabilitative).  Tale distinzione viene inoltre marcata quando ci si focalizza sull’aspetto più sociale e meno sanitario (fisico, medico, terapeutico) della riabilitazione:  riabilitazione infatti è un termine che può indicare sia interventi sanitari (di cura sanitaria, di terapia sanitaria) che non sanitari (politici, comunitari, scolastici, educativi, ricreazionali).

Ma ricorda: la riabilitazione in ambito clinico sanitario è sempre considerata cura/terapia. Suoi sinonimi sono, in italiano, terapia riabilitativa, in inglese, rehabilitation therapy.

Si consiglia la lettura di questo breve articolo sulla distinzione tra cura e riabilitazione: differenza illusoria tra cura e riabilitazione

 

Enrico Rizzo - Psicologo (Palermo)  

 

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