Le resistenze #a tu per tu

La seguente riflessione nasce grazie a un interrogativo, stimolo di riflessione, di un futuro collega Luca Arcuri: <<Le “resistenze” in terapia esistono veramente, solo alcune o sono un retaggio di una cultura psicoanalitica che non ha più ragione di esistere?>>

In meccanica la resistenza è una forza che si oppone al movimento di un dato corpo.
In ambito militare è una difesa contro un avversario… quindi credo che le resistenze esistano nella misura in cui il nostro funzionamento psichico non è tanto diverso da quello di processi esterni a noi che descriviamo proprio grazie alla lettura della nostra psiche.

Alla luce di questo, la resistenza per me è una disposizione che mette in atto la persona anche rispetto a ciò che mette in gioco lo Psicologo.
Questo vuol dire che la resistenza è del paziente?
No.
Allora è dello Psicologo?
No.
La resistenza attiene alla RELAZIONE.

Esiste la resistenza al cambiamento? Sì. Anche se la chiamerei “resistenza NEL cambiamento” ed essa coinvolge tutti gli attori, non solo l’uno o solo l’altro. Tutti.

Esiste l’ambivalenza verso il cambiamento.
Esiste il grado di inconsapevolezza che incide sulla richiesta di aiuto.
Esiste la persona con i suoi tempi, i suoi bisogni, i suoi valori, le sue risorse… ed esiste lo Psicologo che a volte invece di sintonizzarsi su di essi, resta bloccato sui propri.
Quindi esiste anche la controresistenza, oltre la resistenza.
Esiste l’autosabotaggio.
Esiste la collusione.
E tutte queste dimensioni esistono come tentativi di dare un nome a delle dinamiche messe in gioco dalle parti coinvolte.
Ci sono perciò tante variabili che entrano in gioco e che favoriscono, alimentano, sostengono e innescano resistenze e tutte queste interagiscono in una circolarità che non può tenere fuori uno dei due attori chiamati in causa.

Le resistenze sono segnali, perché se pensiamo che -rifacendoci alla meccanica- esse sono espressione del massimo sforzo che qualcosa è in grado di sopportare prima di arrivare a rottura, allora sono preziosi inviti a fermarci e chiederci cosa sta accadendo… non solo nel paziente, anche dentro di noi e, quindi, nella relazione terapeutica.

Tuttavia spesso la resistenza viene citata da alcuni colleghi per deresponsabilizzarsi su quanto sta accadendo.


Francesca Di Donato – Psicologa L’Aquila e online
Psicologia clinica, dinamica, della salute
Formazione – Supervisione

Comments are Closed

error: Il contenuto di questo sito è protetto ! Non può essere copiato né riutilizzato ! / Content is protected !! Do not copy or re-use !