NEUROSCIENZE COGNITIVE

Le neuroscienze, nate grazie a Camillo Golgi, studiano come i neuroni e le relazioni tra essi determinino, dando vita a reti neuronali, i comportamenti degli individui.
I campi di applicazione vanno dalla genetica, all’immunologia, dalla fisiologia all’anatomia, dalla biochimica alla farmacologia… fino alla psicologia e alle scienze cognitive.

Le neuroscienze cognitive non sono una disciplina, bensì un approccio teorico: è il prodotto finale di un’integrazione data dalla teoria della mente, le scienze cognitive e le neuroscienze.
Mente e cervello, dunque, si incontrano per descrivere i processi cognitivi dell’individuo e del legame che intercorre con le strutture cerebrali e relative attività.

Le scienze cognitive -prima- e le neuroscienze cognitive -poi- condividono l’idea che non si può indagare una cosa così complessa, come il rapporto mente-cervello, da un unico punto di vista: competenze diverse vengono messe in gioco da filosofi, neurologi, biologi, linguisti, sociologi, psicologi…

Psicologia e neuroscienze cognitive sono in una relazione di interdipendenza: se la psicologia parte dai fenomeni comportamentali e mentali e solo dopo guarda ai meccanismi neurologici alla base, le neuroscienze cognitive seguono il processo inverso e partono dai processi neurali.




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