Poliamore #aTuPerTu

Posto che ogni relazione ha delle regole a se stanti, penso che una dinamica comune che viene messa in gioco nel poliamore abbia come fondamento un tentanto compromesso
tra l’insicurezza/sicurezza e il bisogno di libertà da certi vincoli.
L’INSICUREZZA dettata
– dalla paura del restare soli
– da ciò che è incerto quando si sta con una sola persona
LA SICUREZZA data
– dalla relazione stessa
– e ancor più, da più relazioni
IL SENSO DI LIBERTA’ dato 
– dalla possibilità di entrare e uscire dalle diverse relazioni messe in gioco.

Ogni relazione, anche quella a due, comporta un compromesso tra queste istanze, tuttavia nel poliamore si sente meno, a mio parere, il rischio di perdere il proprio IO nel NOI. 
Non meno ha le sembianze di un’abbuffata, con relativa difficoltà a stare o anche solo ipotizzare di stare con il vuoto.
C’è chi, per paura di essere abbandonato, non si lega mai fino in fondo a qualcuno.
C’è chi ha paura, innamorandosi, di perdere il controllo sulle proprie emozioni, di non riuscire a uscirne una volta entrati e, quindi, finisce per investire a piccoli dosi su più fronti…
C’è chi cerca in questo modo una conferma e un riconoscimento personali.

La questione è che chi si apre al poliamore definisce legami profondi ognuno di quelli nei quali è coinvolto, semplicemente sono percepiti legami diversi.
Alla luce di questo, se è vero che l’innamoramento è un tentativo di ricomporre l’unità primaria, nel poliamore questo tentativo che carattere ha? E che ci dice di quel legame primario?

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