POST MODERNISMO e POST STRUTTURALISMO


La visione post moderna della Psicologia parte dall’assunto che la realtà oggettiva esiste solo finché ciascuno di noi, a livello percettivo, non utilizza i propri filtri e le proprie esperienze che la decodificano in modo assolutamente soggettivo: ne consegue che la realtà oggettiva non è così accessibile, come immaginiamo.
Decostruire le credenze, per offrirsi alternative.
Attraverso il linguaggio interpretiamo, definiamo, categorizziamo e ci rappresentiamo la realtà e sempre attraverso il linguaggio costruiamo significati condivisi.
Siamo le storie che ci raccontiamo, per cui la qualità del linguaggio che usiamo determina la qualità delle storie che ci raccontiamo.
Le narrazioni dominanti, sono narrazioni sociali condivise che guidano il comportamento.


MICHAEL WHITE (1948 – 2008)  DAVID EPSTON (1944 – )    TERAPIA NARRATIVA TERAPIA NARRATIVA

Parliamo di una pratica terapeutica all’interno della quale le narrazioni -intese sia come processo, sia come risultato del processo stesso- prendono forma conversazionale e, attraverso il processo linguistico che la determina, a partire dall’interazione con l’altro, costruisce significati in modo collaborativo e non strutturalista.
Ne derivano narrazioni alternative, più funzionali, basate sui valori della persona. La persona non è il problema: il problema è il problema. Di qui, l’esternalizzazione del sintomo come qualcosa che si può affrontare e gestire, persino superare, guardandolo dall’esterno e prendendone distanza (oggettivazione)
Quindi lo Psicologo non è detentore di una qualche verità, non è l’esperto che colonizza, con il suo sistema di riferimento, il sistema di idee dell’altro ma, attraverso le domande, co-costruisce una realtà nutrita e sostenuta dai significati e contenuti inseriti dal cliente in linea con i propri valori.
Il terapeuta per la prima volta condivide gli appunti raccolti in seduta con il paziente.

STEVE DE SHAZER (1940 – 2005)   TERAPIA CENTRATA SULLA SOLUZIONE 

Si tratta di un approccio non direttivo che pone al centro la persona, a partire dalle sue risorse e punti di forza, in modo che possa raggiungere i propri obiettivi, così come il cambiamento o lo stato desiderato, focalizzandosi sulle soluzioni già messe in atto inconsapevolmente o generabili.
La tendenza è quella di spostare il focus dal problema alla soluzione, in quanto l’autore ritiene che “Parlare dei problemi genera problemi.
Parlare delle soluzioni genera soluzioni.”
Il presupposto è che attraverso un’abile formulazione delle domande, la persona troverà da sé le sue soluzioni.

 



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