PSICOEDUCAZIONE

GERARD E. HOGARTY (1935 – 2006) IAN R. FALLOON (1940 – 2006) JULIAN LEFF ( – )

Il termine psicoeducazione venne nominato per la prima volta nel 1986 da Hogarty per descrivere l’intervento psicosociale – non troppo dissimile da quello di Fallon e Leff, insieme ai quali si posizionava come maggior esponente della psicoeducazione – rivolto ai familiari di pazienti con schizofrenia, allo scopo di offrire informazioni e competenze riguardo comunicazione, risoluzione di problemi e gestione dello stress intrafamiliare, generato dal doversi confrontare con una problematica simile sul lungo periodo. Questo programma educativo, costruendo un’alleanza con la famiglia, fece sì che la stessa venne coinvolta nel processo di trattamento: dopo due anni risultò l’approccio più efficace per prevenire le ricadute tra le persone con schizofrenia.
Parlare di psicoeducazione è parlare di educazione -intesa come tirar fuori abilità attitudini e disposizioni positive e funzionali presenti nelle persone- e formazione -intesa come dar forma, modellare, ma attraverso un atteggiamento conoscitivo attivo e critico- non indottrina, ma informa e favorisce il cambiamento a
PSICOEDUCAZIONE ttraverso il coinvolgimento attivo e consapevole di tutto il sistema coinvolto nel problema, nel disagio o malessere, a partire dal paziente.



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